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Sarteano

  • Bagni: 1
  • Camere: 1
  • Cucina: 1
  • Ingresso: 1
  • Zona Giorno: 1
  • Giardino:
  • Limonaia:
  • Porticati:

Descrizione

Palazzo Fanelli. Magnifico palazzo che sorge a Sarteano costruito a metà del secolo XVI°, illustra bene con la sua struttura e i suoi ambienti quella che fu la residenza della nobile famiglia Fanelli. Il piano più rappresentativo è quello intermedio. L’accesso più diretto, invece che dal portone, tre piani più in basso, è dalla parte rivolta sulla piazzetta della Chiesina. Attraverso un ampio portale d’ingresso in conci di travertino sormontato dallo stemma dei conti Fanelli, si trova un atrio scoperto dal quale si entra in un primo ampio salone, che era un tempo soggiorno e biblioteca. Le pareti in alto sono ornate di fregi romboidali contenenti il leone rampante, simbolo di Sarteano. Attraverso una porta sulla destra c’è l’accesso interno alla cappella gentilizia, la chiesina di cui sopra che, ripristinata nei primi decenni del 1800, è decorata in stile neo-classico con stucchi e affreschi, uno dei quali, attribuito ai fratelli Francesco (1621 – 1695) e Antonio Annibale Nasini di Castel del Piano. Dal salone d’ingresso si passa alla “Stanza dello Zodiaco”, con i cui segni è affrescata la volta, mentre le pareti riproducono vari simboli esoterici e lembi di tenda nei quali si aprono due portali in finto granito dipinto. Gli affreschi di questa stanza, anche se tutti preservati, non sono però visibili, essendo le pareti attualmente coperte di stoffa. Dal portale di sinistra si accede nella suggestiva “Camera degli Ospiti” o “Stanza degli Amorini”, dipinti appunto sul soffitto. Tornando indietro nel salone d’ingresso, attraverso l’altra porta, si entra nella “Stanza di Venere e Cupido”, raffigurati nel tondo centrale del soffitto e circondati dagli amorini alati. Si giunge poi nella “Stanza delle Tre Grazie”, dipinte in affresco sul soffitto, mentre le pareti sono ornate con piccoli paesaggi ideali che si alternano a una serie di animali fantastici, un gattopardo con la coda di rettile, un ibis, ecc., intercalati ad ornamenti di fiori e frutta. Da qui si entra nel “Salone degli affreschi”, ampio e magnifico. Nel soffitto è raffigurata Cerere, dea della terra e della fertilità, protettrice dei raccolti. Tutto intorno sono dipinte finte balaustre, mensole, nicchie, balconi, fregi marmorei che, con sapiente gioco prospettico, danno l’illusione di una maggiore ampiezza della già grande sala. Nelle pareti sono affrescate, entro cornici di gesso e stucco, scene mitologiche dove si distinguono Mercurio, baccanti, satiri, fauni, ecc., di vago sapore arcadico ed uno stile neo-classico. Tutti i dipinti del palazzo sono probabilmente fatti, o rifatti, in occasione della ristrutturazione ottocentesca. Delle due porte nella parete di fronte, una porta alla scala d’ingresso principale e alle camere da letto del piano superiore e quindi a quattro ampie stanze da bagno, l’altra alla cucina. Attraverso la porta della parete di sinistra si entra nella “Stanza del Caminetto”, ora sala da pranzo, con soffitto e pareti ornate di legni intagliati e dorati e a sinistra, il caminetto di travertino con lo stemma dei Fanelli. Da qui si può accedere, attraverso una porta-finestra nel suggestivo giardino impreziosito da un maestoso porticato, arricchito di piante e statue di terracotta, dal quale si gode un’ariosa vista panoramica. Infine una zona “rustica” che fungeva da granaio, legnaia, riparo di carrozze e cavalli.

Trattativa riservata

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